mercoledì 12 novembre 2008

VALDO SPINI ACCETTA CANDIDATURA A SINDACO DI FIRENZE

Segue la dichiarazione di accettazione della candidatura a Sindaco di Firenze da parte Valdo Spini, a seguito dell'appello rivoltogli da oltre 370 cittadine e cittadini fiorentini.

Valdo Spini; “Insieme ai cittadini per cambiare” Firenze 12/XI/2008


Non c’è bisogno di molte parole per sottolineare l’importanza per Firenze dell’appuntamento amministrativo del 2009. La città sta vivendo un periodo particolarmente difficile dal punto di vista del traffico, dell’ambiente e del degrado, mentre il suo ruolo nel panorama economico, sociale e culturale del paese non appare sufficientemente valorizzato. Firenze continua a perdere posizioni rispetto al quadro nazionale e la sua immagine internazionale appare in declino.
A questo si aggiunge un modo di fare politica che necessita di una profonda innovazione, di cambiamento. Lo stesso meccanismo delle “primarie” di partito,pensato per stimolare la partecipazione, così come si sta concretamente svolgendo, sta mostrando tutti i suoi limiti: una pluralità di nomi, tutti autorevoli, ma tutti all’interno di una stessa linea programmatica, in sostanziale continuità con l’attuale amministrazione.
L’impressione che ne deriva è la mancanza di consapevolezza dei gravi problemi della città, dei reali orientamenti della sua opinione pubblica, della necessità di aprire nuove speranze e di affermare una discontinuità con l’amministrazione precedente, senza per questo essere costretti a scelte politiche non condivise sul piano nazionale. Pertanto è necessario che si affermi la volontà di ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, innovando sia la qualità dei rapporti, sia i contenuti delle scelte da compiere che devono passare da un confronto politico aperto, da avviarsi già in fase preelettorale. E’ nostra responsabilità aprire questo confronto; allargare il dibattito e le possibilità di scelta nella città. Tutto ciò deve costituire un’opportunità e un contributo per l’intero centro-sinistra e per lo stesso partito democratico.
La fine dei partiti tradizionali impone un diverso rapporto fra i cittadini e le istituzioni. Lavorare insieme diventa dunque l’imperativo di ogni azione politica nel XXI secolo.
Ritengo che questa sia la ragione principale che ha spinto molti, cittadine e cittadini, a chiedermi appunto di “lavorare insieme” per costruire, nel periodo che ci separa dalla presentazione ufficiale delle candidature e delle liste, un programma essenziale nell’interesse della città, del suo ruolo internazionale e della sua funzione nell’area metropolitana.
Un lavoro, dunque, che sappia guardare aldilà della stessa contrapposizione tra centro destra e centrosinistra, per verificarsi su un progetto in grado di “riconciliare e rilanciare” Firenze.
A questa richiesta dovevo dare una risposta e la risposta è: sì, sono disponibile.
Nasce così la mia candidatura: non contro qualcuno o contro qualcosa, ma per Firenze, al servizio e a favore della città.
Personalmente ritengo di avere sempre mantenuto una chiara collocazione ideale e valoriale: sono un socialista formato alla tradizione del liberal-socialismo dei fratelli Rosselli, una tradizione che tanto ha dato alla politica e alla conduzione della città.
La situazione di Firenze è talmente difficile e grave da indurmi a fare un appello a tutte quelle cittadine e a tutti quei cittadini che condividono i lineamenti del mio programma. Un programma che, da qui all’inizio della campagna elettorale, vuole porsi come un work in progress aperto alla discussione e quindi suscettibile di integrazioni, allargamenti e correzioni.
Un programma, ancora una volta, cui “lavorare insieme”, in grado di tradurre in pratica il principale obiettivo da perseguire: riconciliare e rilanciare la città.
Non mi sarei, infatti, deciso ad affrontare questa nuova battaglia politica se non la ritenessi necessaria per fornire un’alternativa all’attuale situazione della città dal punto di vista dei programmi e dei contenuti.
Cito sette punti fondamentali:
1) Il declino del ruolo e del peso della città sul piano nazionale (e non solo.) La perdita dei centri direzionali di imprese, banche e servizi è di fronte agli occhi di tutti. Questo non solo si traduce in minore peso politico, ma anche in minori possibilità di lavoro qualificato per i giovani. Gli interventi nazionali si polarizzano su Roma e Milano, senza che sia adeguatamente considerato il ruolo di Firenze come attrattrice di milioni di turisti culturali da ogni parte del mondo. Occorre in tal senso, sviluppare una decisa iniziativa politica trovando tutte le convergenze possibili.
2) Vi è una stretta interconnessione tra questo declino e l’emarginazione di Firenze per quanto riguarda le infrastrutture. L’attenzione delle istituzioni fiorentine e toscane è stata tutta rivolta alla realizzazione del sottopasso con relativa nuova stazione sotterranea dell’alta velocità ferroviaria. Ma il primo risultato è che, nell’attesa di questo evento di così lunga realizzazione, dieci coppie di eurostar Roma - Milano non fermeranno a Firenze.
Quanto all’aeroporto di Peretola - l’unica struttura aeroportuale di fatto rimasta alla città dopo l’improvvida bocciatura della localizzazione di San Giorgio a Colonica- è oggetto di un vero e proprio assedio edilizio piuttosto che della salvaguardia delle sue possibilità di riorganizzazione e di uno sviluppo rispettoso dei livelli di compatibilità ambientale. Una contraddizione palese.
3) Le difficoltà del sistema del traffico e quindi della respirabilità dell’aria e dell’ambiente a Firenze sono note. Sono in buona parte frutto della mancanza di una pianificazione della mobilità interna in relazione all’impatto sulla struttura urbana dei movimenti dei pendolari per motivi di studio e di lavoro ( sempre più numerosi, visto che Firenze e in particolare il suo centro, ha perso molti abitanti) che della massa dei flussi turistici cui non si è data sufficiente attenzione. La terza corsia dell’Autostrada del Sole non appare capace di risolvere il problema di alleggerirne il tratto che insiste sull’area metropolitana fiorentina del traffico su gomma Roma-Milano.
4) Metropolitana di superficie (“tramvia”) e sottoattraversamento alta velocità. Le ultime giunte di centro-sinistra che si sono succedute hanno ritenuto di puntare su due obiettivi strettamente interconnessi: sottoattraversamento dell’alta velocità ferroviaria e metropolitana di superficie (“tramvia”). Ambedue queste operazioni hanno bisogno di una incisiva verifica . Gli effetti della linea n.1 della tramvia (che va, peraltro, completata prima possibile) sull’estetica della città (Porta a Prato) , sul verde pubblico e monumentale (si è perduto un pezzo di Cascine) sull’economia e sulla società (molti esercizi costretti a chiudere o comunque estremamente danneggiati dal punto di vista economico) sono davanti a tutti e devono essere fonte di riflessione in ordine alle linee 2 e 3. Per quanto riguarda la tramvia a raso del Duomo e davanti a Palazzo Medici Riccardi, è ormai chiaro che questo rappresenterebbe una modifica dell’immagine dei monumenti più importanti del centro storico che non si può accettare a cuor leggero. Di fatto sono state presentate a Roma numerose richieste di varianti al percorso delle linee 2 e 3 che dimostrano che il progetto è tutt’altro che definito. E questo vale anche per le verifiche geologiche del percorso dell’alta velocità. Per quanto riguarda il costosissimo sottoattraversamento dell’alta velocità con relativa nuova stazione, è evidente che la città subirebbe per vari anni un’imponente mole di lavori pubblici, a fronte della mancata fermata di numerosi treni. In termini rapidi ma incisivi, va compiuta quindi una verifica complessiva senza condizionamenti e pregiudiziali di fedeltà a linee precedentemente espresse.
5) Il degrado della vita della città è di fronte a tutti e non bastano provvedimenti regolamentari (i divieti) per risolverlo. La moltiplicazione dei divieti non elimina di per sé certi inconvenienti: la mancanza di adeguate piste ciclabili, ad esempio, comporta continue infrazioni ai sensi unici. La vita della città non si conviene a quello che dovrebbe essere un vero e proprio salotto dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Bisogna assolutamente raggiungere i livelli di rispetto dell’ambiente urbano propri delle città europee più avanzate. Ciò sia attraverso la condivisione delle regole del vivere sociale (diritti e doveri), sia attraverso il coordinamento della presenza su di esso delle forze dell’ordine, sia attraverso la incentivazione di forme di guardianìa da parte del volontariato. Il controllo del territorio si compone di sicurezza, doveroso e prioritario diritto di tutti i cittadini che siano nella più bassa o nella più alta scala di reddito, ma anche di accoglienza, rispetto reciproco e programmazione (es. necessità di centri di aggregazione per cultura e tempo libero).
6) Il rapporto cittadini-istituzioni. E’ una questione fondamentale che ha veramente bisogno di una svolta. Intanto la città deve ritornare a riconoscersi nel suo Consiglio Comunale riconoscendo a quest’ultimo un ruolo fondamentale di indirizzo. Il riconoscimento della dignità del lavoro della giunta (vedi licenziamenti e auto licenziamenti verificatisi in questi anni), ci porta a proporre la costituzione di una “giunta speciale” di altissimo livello. Così pure necessari sono la verifica e il ripensamento del ruolo dei consigli di quartiere, nonché l’attivazione di un concreto rapporto partecipativo dei cittadini (es. referendum preventivo sulle grandi scelte essenziali) .Dovranno essere tutti elementi costitutivi del modo di essere della nuova amministrazione. Non si spiegherebbe altrimenti lo scarto tra voto politico e manifestazioni di insoddisfazione sul fronte dell’amministrazione della città.
7) Firenze “giardino della cultura italiana”. E’ un concetto con il quale vogliamo sintetizzare il ruolo culturale di Firenze sia per quanto attiene al suo passato, al suo presente che il suo futuro. Esso comprende la tutela dei suoi beni culturali, la loro corretta fruizione e valorizzazione, il ruolo di Firenze nel contesto internazionale degli studi sul Rinascimento e sull’Umanesimo la sua produzione artistica contemporanea fino ad arrivare ai temi dell’innovazione e della ricerca scientifica, pubblica o privata, che già si svolge nel’area metropolitana fiorentina anche nel rapporto con la sua struttura industriale e con il sistema moda.
La futura amministrazione comunale dovrà organizzare dei veri e propri Stati Generali della Ricerca nel nostro territorio, visti come motore della costruzione della Firenze del XXI secolo.
Ha scritto nella sua lettera di saluto alla città Monsignor Giuseppe Betòri. “L’ora di Firenze non appartiene al passato.” Una frase che mi piace oggi citare E, quindi, di citazione in citazione, mi sarà consentito di arrivare anche a mio padre Giorgio, per recuperare questo rapporto tra passato e presente: “La singolarità di Firenze sta.. nel fatto che il suo passato costitui(sce) una delle ragioni principali del suo essere nel presente:.”
E’ la consapevolezza che chiunque voglia lavorare per il futuro di Firenze deve avere.


1 Comments:

At 14 novembre 2008 17.54 , Blogger VALDO SPINI said...

Pubblichiamo una mail giuntaci dal Prof. Vittoriano Brizzi, di Pescia:

Caro Valdo,

finalmente!!! Ti faccio un grande in bocca al lupo! A presto,
Vittoriano

 

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